2013: odissea nella lettura

Il Centro per il libro e la lettura ha da pochi giorni pubblicato i risultati del rapporto I numeri sulla lettura e l’acquisto dei libri: 2011-2013 realizzato da Nielsen company. Se ancora ce ne fosse bisogno, il rapporto ha confermato l’andamento negativo del settore editoriale: i lettori sono in costante calo, così come le vendite di libri. Secondo Nielsen il numero di chi dichiara di leggere almeno un libro all’anno è diminuito in tre anni dell’11%, passando da 25,3 milioni di lettori a 22,4 milioni, mentre il numero di chi ha acquistato almeno un libro all’anno è passato da 22,8 milioni di acquirenti nel 2011 a 19,5 milioni nel 2013, con un calo del 15%. Gli unici dati positivi riguardano la lettura digitale: 1 milione di acquirenti ha acquistato nel 2013 almeno un ebook, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente, mentre 1,9 milioni di lettori hanno letto almeno un ebook nell’ultimo anno, registrando un lusinghiero +17% rispetto al 2012.
Il rapporto Nielsen sulla lettura ha aperto un dibattito molto vivace sul futuro del libro e della lettura, al quale voglio dare il mio piccolo contributo confrontando i dati appena esposti con un’altra indagine condotta per conto dell’AIE sempre da Nielsen nel dicembre 2013 e dedicata al Mercato del libro: piccoli e grandi a confronto. Secondo questo rapporto, l’unico settore in crescita nel depresso mercato editoriale è quello dedicato a bambini e ragazzi, che registra aumenti sia nel volume che nel valore delle vendite. Una piccola speranza dunque della formazione di nuove generazioni di lettori: se la crisi frena i consumi anche nel settore della cultura e se cambia il nostro rapporto con libri e lettura, le famiglie saggiamente investono ancora sulla formazione dei loro figli. E in questo momento vi sto preparando un altro post proprio sull’argomento lettura, ragazzi e digitale.
L’altra notizia interessante del report dell’AIE riguarda le piccole case editrici che nel canale di vendita di internet registrano la performance migliore nel confronto con i grandi editori. Un dato che non va sopravvalutato, vista la siderale distanza dai grandi gruppi editoriali (i piccoli editori rappresentano l’8,7% del mercato del libro), ma che in mezzo a tanti numeri negativi non va ignorato e che diventa sicuramente più importante visti i dati di crescita costante del mercato ebook.
Non mi avventuro in altre considerazioni riguardo al calo dei lettori registrato da Nielsen nel 2013, ma vi suggerisco di leggere questi tre post che danno un buon quadro delle diverse posizioni e considerazioni sullo stato di salute di editoria, scrittori e scrittura: un post di Luca Sofri dall’apocalittico titolo La fine dei libri, una risposta altrettanto stimolante a Sofri da parte di Gianluca Didino e infine una riflessione di Loredana Lipperini. Da leggere anche l’articolo del NYT citato da Sofri nel suo pezzo.
A onor di cronaca, i post di Sofri e Didino sono precedenti alla pubblicazione del rapporto Nielsen, ma l’argomento trattato non è assolutamente out of topic (o per dirla con le nostre brave maestre, non è fuori tema). Buona lettura.