Editoria digitale scolastica: seconda parte

di francofada

Costi di produzione del libro di carta e digitale

Secondo l’analisi di Luisa Capelli, docente di Economia e gestione delle imprese editoriali presso l’università di Roma “Tor Vergata”, nella produzione di un libro i costi di raggiungimento dei punti vendita (distribuzione, promozione, librerie, gestione delle rese) sono la voce di spesa maggiore per un editore. Per un volume venduto a 15 euro e con una tiratura di 3000 copie (secondo i dati ISTAT, nel 2010 la media delle tirature per titolo è stata di circa 3.340 copie e il prezzo medio di 20,5 euro) questi costi assorbono circa il 62% del prezzo di copertina. Tra questi costi spicca ad esempio il dato relativo alla media dei resi invenduti per ogni pubblicazione che si aggira intorno al 25% delle sue copie, un problema che chiaramente il libro digitale non presenta. Si tratta di un esempio generico, costruito su dati statistici e senza considerare le particolarità di ogni settore editoriale (in queste statistiche per intenderci rientrano opere dalle caratteristiche di produzione e distribuzione completamente diverse, dal romanzo best-seller alla raccolta di poesie), ma pur sempre estremamente significativo.

Secondo le stime della dott.ssa Capelli, prevedendo un prezzo di 5 euro per un’edizione digitale dello stesso libro di carta venduto a 15 euro, i costi di raggiungimento dei punti vendita (distribuzione, promozione, accesso alle librerie on line) si ridurrebbero al 36-50%, oltre all’eliminazione dei costi di carta e stampa (un altro significativo 7% del prezzo di copertina del libro a stampa). Nella tabella che segue possiamo vedere più nel dettaglio le statistiche elaborate da Capelli sulla base degli esempi precedenti. Da notare che la percentuale tra il 36 e il 50% attribuita alla voce distribuzione del libro digitale è legata alla vendita attraverso le piattaforme online dei grandi gruppi (Ibs, Amazon, book republic, etc.).

Libro

e-book

Distribuzione e promozione

62%

36-50%

Costi fissi e redazionali

15-28%

14-25%

Diritti d’autore

10%

20%

Costi di carta e stampa

7%

0%

Senza contare ulteriori costi, ad esempio un’eventuale traduzione, la percentuale delle spese per la produzione di un libro oscilla, secondo Capelli, tra il 94% e il 107% del prezzo di copertina, mentre per l’ebook è tra il 70 e il 95%, con una possibilità decisamente maggiore di raggiungere il pareggio dei costi.

Il mercato editoriale scolastico in Italia

In Italia i libri di testo occupano uno spazio decisamente rilevante all’interno del mercato del libro: secondo le statistiche dell’AIE del 2012, con 649 milioni di euro di vendite l’editoria scolastica rappresenta un quarto del mercato librario (che conta un totale di 3,3 miliardi di vendite). Il mercato scolastico italiano è controllato da nove grandi editori che detengono più del 60% del mercato (dati Istat e AIE): si tratta delle case editrici Il Capitello, Principato, De Agostini, Giunti, Mondadori Education, Zanichelli, S.E.I., RCS Libri e Pearson Paravia Bruno Mondadori.

Per comprendere meglio l’incidenza del settore scolastico sulla produzione libraria in Italia, riportiamo questa interessante tabella pubblicata dall’Istat nel rapporto La produzione e la lettura di libri in Italia anni 2010 e 2011 (nei rapporti successivi questi dati non sono stati aggiornati) dedicate alle opere pubblicate e stampate nel 2010:

TOTALE OPERE

DI CUI SCOLASTICHE

CLASSI DI PREZZO

Opere pubblicate

Copie stampate

 (in migliaia)

Opere pubblicate

Copie stampate (in migliaia)

Fino a 10,00 euro

16.706

85.304

949

6.821 (18,5%)

Da 10,01 a 15,00

16.558

40.395

685

3.300   (9,0%)

Da 15,01 a 20,00

11.583

37.487

808

5.034 (13,7%)

Da 20,01 a 30,00

9.236

19.651

1.215

7.202 (19,6%)

Da 30,01 a 50,00

5.275

10.229

510

4.074 (11,1%)

Oltre 50,00

2.866

12.410

299

8.593 (23,4%)

Opere gratuite o fuori commercio

1.576

7.811

220

1.728   (4,7%)

Totale

63.800

213.289

4.686

36.752

Da questa tabella emergono con chiarezza due dati molto interessanti: per i libri scolastici due titoli su tre (60,4%) richiedono una spesa non inferiore ai 15 euro; i testi scolastici rappresentano il 7,3% di tutti i libri pubblicati e il 17,2% in termini di copie stampate, sebbene la loro vendita rappresenti, come abbiamo visto in precedenza, un quarto del mercato editoriale italiano.

Tra i fattori che concorrono al prezzo più elevato dei libri scolastici rientrano in parte i maggiori costi di produzione: rispetto al formato tascabile economico, che domina il mercato della narrativa, il libro scolastico ha un formato molto più grande, un numero maggiore di pagine, una stampa a colori, carta patinata o uso mano,  ma soprattutto costi di redazione più alti, legati alla necessità di creare una grafica elaborata e di curare maggiormente la correttezza del testo. Dall’altra parte il mercato scolastico, grazie al suo particolare meccanismo di scelta, offre agli editori il vantaggio di conoscere in anticipo, con un ragionevole margine di errore, il numero di copie da stampare e distribuire entro l’inizio dell’anno scolastico per soddisfare la domanda dei propri clienti: questa caratteristica spiega dunque con chiarezza il rapporto tra il numero di copie stampate e l’incidenza dell’editoria scolastica nel mercato del libro. Le norme dettate dal Ministero dell’Istruzione prevedono infatti che la scelta dei manuali per l’anno scolastico successivo avvenga entro il mese di giugno e sia comunicata all’AIE (che rende poi consultabile online la lista dei libri scolastici di ogni classe della scuola pubblica italiana). Nel mercato scolastico la gestione dei magazzini e dei resi si rivela dunque decisamente meno problematica, permettendo un notevole risparmio rispetto agli altri settori dell’editoria. Un’altra importante caratteristica del mercato scolastico è data dal ruolo svolto dagli agenti delle case editrici che visitano con regolarità gli istituti scolastici per proporre nuove adozioni e novità editoriali ai docenti. Oltre a mostrare il catalogo delle aziende che rappresenta, l’agente distribuisce testi gratuiti agli insegnanti per indirizzare la loro scelta del manuale.

Per completare la nostra analisi delle caratteristiche del mercato scolastico, non va dimenticata un’altra peculiarità del sistema di scelta dei testi scolastici: basandosi su un sistema di statistiche, il Ministero dell’Istruzione fissa per ogni classe, in base anche al tipo di istituto, dei tetti di spesa massimi per l’acquisto dei libri che devono essere rispettati dai consigli di classe. Nella tabella sottostante riportiamo per la scuola secondaria alcuni dei tetti di spesa previsti per il 2012-2013, in quanto rappresentano un valido indicatore della spesa media affrontata da uno studente che acquisti ogni anno libri nuovi. Un’indagine Adiconsum del 2011 condotta sull’intero territorio nazionale ha rilevato come 266 delle 480 classi coinvolte nella ricerca non rispettassero il tetto di spesa ministeriale, prevedendo una spesa maggiore del 10% per i propri studenti. I dati che seguono sono disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione e sono espressi in euro:

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
294 117 132

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

LICEI
Classico 335 193 382 315 325
Scientifico 320 223 320 288 310
Artistico 274 183 258 196 206
Scienze umane – Istituto magistrale 320 183 310 236 248
Linguistico 335 193 310 288 310
ISTITUTI TECNICI
Settore economico 304 208 288 248 226
Settore tecnologico 320 223 310 253 221
ISTITUTI PROFESSIONALI
Servizi socio-sanitari 254 147 203 186 124
Servizi alberghieri 299 162 198 221 134
Servizi per agricoltura 274 163 206 186 144
Produzioni industriali e artigianali 254 147 167 176 129

Digitalizzazione e scuola: tra Profumo e Carrozza

Il mercato digitale, come accennato all’inizio della nostra analisi, è ancora estraneo al settore scolastico, nonostante la volontà espressa più volte dal Ministero dell’Istruzione di accelerare i tempi dell’adozione dei manuali digitali nella scuola italiana. A marzo il ministro dell’istruzione Francesco Profumo ha stabilito attraverso un decreto i tempi e le modalità di adozione dei libri di testo digitali nella scuola italiana, con il duplice obiettivo di digitalizzare la scuola e di abbassare i costi dei testi scolastici (fino al 30% in meno dei tetti di spesa per studente). L’attuale ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha ritirato tale decreto, rimandando ogni decisione sull’argomento.

Il decreto Profumo aveva sollevato in realtà numerosi dubbi sia tra gli editori cartacei che tra quelli digitali: i primi avevano visto nel decreto una progressiva possibile perdita di privilegi e denunciavano l’impreparazione della scuola di fronte al cambiamento; i secondi si lamentavano della fumosa definizione di libro misto (libro con una parte su supporto digitale, alternativo al digitale puro) e del mancato adeguamento dell’iva al 4%, oltre ai due anni di possibili proroghe offerte alle scuole prima di adeguarsi al decreto. In attesa di novità dal mondo della politica, alla scuola non resta che interrogarsi su come il digitale cambierà i testi scolastici, sperando che ancora una volta il cambiamento e le innovazioni non siano affidati solamente alla buona volontà degli insegnanti.

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